Storia

La nostra storia

L’alabastro è una pietra intrisa di storia e raffinato gusto estetico. La sua delicata traslucenza e la sua reattività al taglio lo hanno reso uno dei materiali preferiti dagli artigiani di diverse epoche e culture.

La sua storia inizia nelle civiltà delle valli fluviali del IV-III millennio a.C. in Egitto e Mesopotamia. L’alabastro veniva utilizzato per creare vasi e statuette, apprezzato per la sua capacità di intagliare con la massima precisione e per la sua morbida e luminosa lucentezza. La varietà di calcite era particolarmente apprezzata in Egitto.

In epoca greca e romana, l’alabastro veniva utilizzato come materiale per oggetti decorativi, intarsi e pannelli; nella tarda antichità e nell’alto medioevo la produzione subì un notevole declino, ma la pietra non scomparve dalle pratiche di artisti e artigiani.

Nei centri islamici del Medio Oriente e del Mediterraneo, l’alabastro era ampiamente utilizzato per intagli ornamentali e inserti a mosaico, dove enfatizzava l’eleganza dei motivi geometrici e floreali. Nell’Europa orientale e in Russia, la pietra veniva utilizzata per pannelli di icone e raffinati intagli decorativi, trovando il suo posto sia nella cultura sacra che in quella quotidiana.

Con l’avvento del Rinascimento in Italia, le botteghe artigiane ripresero e svilupparono l’arte della lavorazione dell’alabastro, trasformandolo in un materiale per l’intaglio artistico più delicato e per eleganti composizioni decorative.

Nei secoli XIX-XX, la meccanizzazione e le nuove tecnologie di lavorazione ampliarono le possibilità dell’alabastro: emersero la lucidatura fine, il taglio meccanico e la produzione in serie di oggetti decorativi, rendendo la pietra più ampiamente accessibile, pur preservandone il carattere raffinato.

L’alabastro rimane un simbolo di raffinata tradizione artigianale e raffinatezza estetica: dagli antichi oggetti sacri agli ornamenti realizzati in fabbrica, la sua luce soffusa e la capacità di intagliare con delicatezza continuano a ispirare artigiani e intenditori.

Alabastro egiziano

L’alabastro egiziano è una pietra naturale, rara e nobile, apprezzata già dalle civiltà antiche. È più tenera di molte altre rocce, il che la rende facile da lavorare e relativamente leggera, il che la rende adatta all’intaglio. In un unico pezzo, l’alabastro può combinare diverse qualità accattivanti: le linee morbide e la fluidità del marmo; la luminosità del quarzo; e la praticità paragonabile al granito. Ma la sua caratteristica principale è la sua traslucenza, rilassante e sorprendente.

Gli antichi Egizi facevano ampio uso dell’alabastro, per scopi decorativi, pratici e religiosi. Ne ricavavano ciotole per il cibo, contenitori per oli e profumi, statuette, vasi e molti altri oggetti eleganti. L’alabastro era considerato sacro e veniva utilizzato nei rituali funebri e nella mummificazione dei nobili. Ad esempio, il sarcofago del faraone Seti I fu ricavato da un unico blocco di alabastro e si ritiene che sia ancora esposto a Londra. Molti altri reperti in alabastro provenienti dalle tombe di Tutankhamon e Ramses sono ora conservati nelle collezioni del Museo Egizio del Cairo (con il progetto di trasferirli al Grand Egyptian Museum una volta inaugurato).

Le affascinanti venature e stratificazioni dell’alabastro si sono formate nel corso di milioni di anni, rendendolo una risorsa limitata, la cui estrazione e commercio sono strettamente controllati dal governo egiziano, il che ne aumenta il valore. La gamma cromatica naturale dell’alabastro varia dall’avorio all’ambra; a piacere, la pietra può essere tinta in altri colori, come il blu, il rosso o il grigio.